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domenica 16 gennaio 2011

micro lorìa


Successo di critica e di pubblico al vernissage di Aristide Lorìa al micromuseo di Via del Mercato 13 a Spoleto. La mostra percorre con 18 opere un triplice inedito modo di esprimersi dell’anima del, giovane artista spoletino che all’età di 26 anni interpreta magistralmente e con una originalità senza precedenti la contemporaneità,della sua generazione: Un atto di resa e di denuncia, un ragazzo uomo che con modestia e risolutezza timidamente urla al mondo il suo dolore e la sua disapprovazione verso un passato che ha defraudato il presente della gioia ma non della forza di ergersi sopra, oltre le fumose sterili congetture di una realtà malata priva,nel suo dipanarsi, di giustificazioni storiche e morali.Le immagini fotografiche parlano da sole ….

La presenza ed i commenti entusiastici di persone di riconosciuto spessore culturale come l’architetto Macchia ed alcuni galleristi capitati in modo forse casuale confermano la nostra previsione di un futuro internazionale per la carriera artistica di Aristide Lorìa.Il comune di Spoleto ed il suo assessore Architetto Flamini, hanno dimostrato una lungimirante intuizione nel valorizzare l’eccezionalità dell’artista, con la sua prima mostra dedicata presso il chiostro di S.Nicolo

MICROMUSEO ESA BANG


micromuseo06/07/06
via mercato 21 spoleto info@micromuseo.it tel 3342802528

ESA BANG AL MICROMUSEO IN “LA SPOSA OCCIDENTALE”PERFORMANCE LIVE


Sabato 8 luglio ore 20.00  con replica alle 23.00 Esa Bang si mette in gioco
all’interno di micromuseo in V.del Mercato 21 a Spoleto.Quanti volessero
interagire all’interno del micromuseo come spettatori attivi della
performance dovranno prenotare la presenza vista la limitata
disponibilita’di spazio(telefono curatore 329 6128911 Luca Ricci).L’ingresso
e’ gratuito e l’artista
si raccomanda affinche’ non partecipino minorenni,cardiopatici e donne
incinta.Enzo Correnti si occupera’ della “sposa occidentale” in qualita’ di
costumista e Umbro Saliti della fotografia.
la scenografia rimarra’ quella della mostra in corso su cinema e
rivoluzione.La musica sara’curata tecnicamente da DJ Sydney Rome;curatore
Luca Ricci
Uniamo a questo comunicato stampa in allegato anche il testo critico di
Savino Marseglia,critico e curatore di Palazzo Datini a Prato,ed il testo
critico di Suomen.
recensione di Suomen.
"Al momento l'unica persona degna di portare il nome d'artista è Esa Bang "

( Martyn Zadeka)
"...la performance di Esa Bang "La Sposa Occidentale",in cui
l'artista, nota
per aver collaborato come modella e performer per vari artisti
internazionali ( vedi biografia su www.artforartist.org) ,ha elaborato una
singolare messa in scena iperrealistica della sposa,vista da Esa come icona
autodistruttiva della donna,come identità negata,perchè soffusa e soffocata
dietro al velo di presunte certezze e palesi incertezze" (Suomen

Esa Bang
Un vulcano in eruzione
C’è un’artista che ha  “la libertà”, direbbe lei, come chiodo fisso.  Questo
perché ogni persona non dovrebbe forse aver diritto a realizzare i propri
sogni, noi stessi che per primi siamo fatti di sogni per dirla con le parole
di Shakespeare ? Perché per essere ciò che veramente siamo, dobbiamo
continuare a subire ogni sorta di prigione religiosa, sociale e morale in un
sistema che ci tarpa le ali e priva ciascuno di noi della propria identità ?
Per Esa Bang l’arte non può essere ridotta ad una semplice attività passiva:
essa è un vero e proprio mezzo di sopravvivenza, la manifestazione di una
precisa urgenza interiore, che si traduce in un atto di liberazione con cui
talvolta è duro misurarsi.
La sua opera trova le sue ragioni più profonde nel tentativo di minare alle
fondamenta tutte quelle istituzioni-tabù, quali ad esempio il matrimonio, la
denuncia di quelle violenze non solo fisiche che troppe volte hanno a che
fare con le intolleranze religiose, l’abolizione delle distinzioni tra i
sessi fino ad arrivare al dolore del suo “non essere”.
Su ognuno di questi temi, questa straordinaria e versatile performer conduce
da ormai cinque anni una propria e originale ricerca nutrita da un impegno
profondo e da una sferzante tensione creativa. Il suo corpo messo in gioco
diventa protagonista indiscusso delle sue struggenti performances.
Le sue membra pensanti interagiscono l’una con l’altra riappropriandosi di
una dimensione carnale ed immaginifica negletta, storicamente posta ai
margini dall’ipocrisia di una cultura dominante da sempre impegnata a
nascondere il marcio della propria sporcizia morale e ideologica attraverso
lo svilimento dell’immaginazione soggettiva e il rifiuto dell’autenticità e
della libertà della vita.
La stessa vita, indomita e ribelle, di Esa Bang – per sbarcare il lunario
lavora come modella vivente – è la vera fonte di ispirazione delle proprie
performances live attraverso cui in modo realistico descrive situazioni di
vita vissuta al di fuori delle regole, denuncia l’ipocrisia e la falsità
delle convenzioni morali e l’abbandono da parte dell’essere umano dello
stadio naturale della vita. Il risultato finale si concretizza in una
straordinaria capacità comunicativa ed espressiva corroborata dall’uso di
linguaggio originale e “ribelle” che sa andare diretto al cuore dei sensi e
colpirlo.
Quello che più colpisce  lo spettatore ne “La Sposa Occidentale” è il
realismo portato alle estreme conseguenze dell’evento.
Una naturalezza imperturbabile anima la gestualità del corpo, che con la sua
indolenza irrompe nello spazio, si dilata, trascina il pubblico su cui si
riversa  la ritualità stessa del matrimonio, per poi prendere il ritmo
accelerato del respiro con cui viene plasmata la falsa identità della
cerimonia, per finire con la lacerazione del vestito bianco, espressione di
una ritualità violata. La fissità assente del volto e il corpo nudo e
immobile sono infine i mezzi con cui si palesa ai nostri occhi il dramma.
La ricerca creativa di Esa Bang è una denuncia aperta e di grande efficacia
sulle contraddizioni dei ruoli imposti da un sistema sociale e culturale
logoro e desolato nella sua alienante monotonia. Vi è il tentativo di
denunciare la falsità dell’identità femminile, di  svelare gli aspetti
politici, sociali e religiosi celati nella parola “matrimonio”.
Ciò che interessa all’artista è unire la dimensione soggettiva della libertà
e dell’amore, senza separarli da se stessi: la libertà  diventa condizione
positiva della realtà, l’amore, possibilità vitale dell’essere di vivere
tanti amori nel corso temporaneo della vita.
Attualmente Esa Bang lavora ad una serie provocatorie di immagini
fotografiche del suo corpo, trasformato dalla sua capacità espressiva in
diverse identità femminili, col fine di scavare nel suo profondo intimo. Una
ricerca creativa intrigante che irrompe  come un vulcano in eruzione,
animato da un movimento continuo e incessante, che distrugge tutto ciò che
ostacola e opprime la vita. Un vulcano, che nella sua forza distruttrice,
lascia affiorare infiniti sentieri caldi e solchi profondi di libertà
afferrandoci alla vita.

Testo critico di Savino Marseglia

MICROFESTIVAL AL MICROMUSEO 2006


microfestival  micromuseo
dal 30 giugno 2006 al 16 luglio
v.mercato 21 spoleto 329 612911 info@micromuseo.it
"ARTE E RIVOLUZIONE"

40 manifesti della rivoluzione russa dal1917 al 1930
Curatore luca ricci
"CINEMA E RIVOLUZIONE"

manifesti del cinema russo dal 1924 al 1931
ricerca iconografica di caio mario garruba
30 giugno h 18.00 "corazzata potemkin" (1925) di s. ejzenstejn
h 20.00 "stalker" (1979) di a. tarkovskij - live soundscape di DJ sydney
rome. 8 luglio h 20.00 esa bang "la sposa occidentale"

"IL GRANDE CINEMA RUSSO"(PROIEZIONI)

SERGEJ M. EJZENSTEJN

ivan il terribile(1944)

la congiura dei boiardi

la corazzata potemkin(1925)

aleksandr nevskij(1938)


ANDREJ TARKOVSKIJ


andrei rublev

stalker (1979)

solaris

ALEKSANDR SOKUROV

elegia russa




CALENDARIO EVENTI MICROFESTIVAL AL MICROMUSEO

30 giugno 2006  ore 18.00 inaugurazione

40 MANIFESTI RIVOLUZIONE RUSSA/1917-30):

apsit-deni-fidman-isenberg-radakov-ivanov-maiakowski-valerianov-lissizki-kot
scerghin-moor-rodcenko-simakov
curatore luca ricci

MANIFESTI DEL CINEMA SOVIETICO(1924-1931)
da una ricerca iconografica di

                                    caio mario garruba

ore 18.00:

proiezione del film "la corazzata potemkin"
di s.m.ejzenstejn

Ore 20.00

proiezione del film stalker
di a.tarkovski
con D.J.sydney rome in live soundscape

sabato 8 luglio ore 20.00 e replica ore 23.00:
"LA SPOSA OCCIDENTALE"
la shock-performace di esa bang presentata a parigi

micromuseo v.mercato 21 spoleto ingresso gratuito - sempre aperto tel.
334 2802528 info@micromuseo

martedì 4 gennaio 2011

Luca Ricci di Regno: museo giudaico berlino VIDEO E FOTO ISTALLAZIONE

Luca Ricci di Regno: museo giudaico berlino VIDEO E FOTO ISTALLAZIONE: "Judisches Museum Berlin Cortometraggio su istallazione video istallazione nell'istallazione Autore video ( 2 Video) Luca Ricci di Regno 1..."

giovedì 30 dicembre 2010

sabato 9 ottobre 2010

“MICROCOSMI - Del Quadrato Nero” dell’artista teramana Gabriella Fabbri .

“MICROCOSMI - Del Quadrato Nero” dell’artista teramana Gabriella Fabbri .



Il giorno 9 ottobre 2010 alle ore 17,30 presso la Galleria “La Bottega dell’Arte” di Spoleto sarà presentata a cura di Maria Cristina Ricciardi la mostra personale “MICROCOSMI - Del Quadrato Nero” dell’artista teramana Gabriella Fabbri .





L’esposizione riguarderà una sola sezione di un lavoro molto più ampio e complesso dal titolo “Giochi Cosmici” e precisamente quella che potrebbe essere definita “MICROCOSMI - Del quadrato Nero” dal momento che tutte le sessanta tele, esposte singolarmente o riunite in composizioni di sette o nove tele di varie dimensioni e colori, ne presentano uno, come simbolo della potenzialità creativa dell’esistenza. I Microcosmi, infatti, scaturiscono da una visione lenticolare della realtà che, mostrando la sua struttura vibrazionale lascia emergere tutto ciò che nella grandezza macroscopica non sarebbe possibile cogliere e mettere a fuoco. Le opere, realizzate in forma quadrata, in dimensioni e colori diversi, vanno a costituire un unicum dal momento che il quadrato nero diventa sfondo da cui esse sembrano emergere; inoltre sono in relazione tra di loro, sia nelle proporzioni, sia nella varietà delle gamme cromatiche, che dai colori primari si estendono ai complementari, ai ternari, ai tonali in una miriade di sfumature e possibili combinazioni, esprimendo l’incessante e multiforme fluire dell’esistenza. L’intensità della vibrazione materica sottolinea il processo creativo, dando al colore forza e spessore.




I Microcosmi-Sequenze di Gabriella Fabbri

Dopo la recente personale, tenuta a Palazzo Cerulli, Gabriella Fabbri torna ad esporre a Teramo, nel suggestivo spazio di Santa Maria a Bitetto, oggi auditorium cittadino. A questo importante ciclo di lavori, presentato nella primavera 2009, denominato “Microcosmi” ed incentrato sui significati di un partecipato universo e di una spazialità fisica connessa alla geometria del colore, segue oggi un ulteriore ragionamento - anticipazione di una prossima più ampia progettualità - in cui ella torna a rendere visibile, attraverso la costruzione pittorico-oggettuale, la propria linea di connessione tra pensiero estetico e pensiero scientifico. Trova qui il suo seguito quella riflessione, da lei già avviata, che pone ogni singolo dipinto come elemento, parziale ma al tempo stesso costitutivo, di una totalità vasta ed imponderabile. “Microcosmi Sequenze” è il titolo di questa ultima stagione, così didascalica da appuntarsi in una serie di passaggi progressivi, articolati in due sequenze di tre trittici ciascuno, ed in una di tre dittici. Ogni successione vive la doppia condizione di opera compiuta e di elemento funzionale alla concatenazione, sintetizzando, sul piano di un minimalismo installativo di matrice neoconcettuale, che risponde alle complesse sollecitazioni offerte dalla meccanica quantistica, le logiche di quel cambiamento che intercorre nei diversi stadi delle sequenze proposte, e dei nuovi rapporti formali, cromatici e luministici, che da questo si generano. Di nuovo il confronto con la territorialità misteriosa, sconfinata e affascinante, abitata dalle sole esperienze che Arte e Scienza sanno mostrarci nella pratica dell’esercizio intuitivo e della libera conoscenza.
Il lavoro di Gabriella Fabbri si pone, dunque, come strumento di sensibile registrazione, di quei nessi sempre sorprendenti che contraddistinguono la sua analisi estetica di sentita ed umana partecipazione alle multiformi dinamiche che ci contengono e di cui ogni individuo reca traccia, nel cammino a cui siamo incessantemente sottoposti, nei mutamenti che intercorrono e nei significati che, giorno dopo giorno, impariamo a dare alle cose.

Maria Cristina Ricciardi











giovedì 7 ottobre 2010

notte bianca al micromuseo giugno 2007

Dalle 20.00 ale 3.30, piu' di 7 ore di concerto ininterrotto, in un alternarsi continuo di stili ed artisti diversi. Piu' di venti musicisti sono accorsi al richiamo di micro e centinaia di visitatori si sono fermati, anche sotto la pioggia intermittente a nutrirsi di note e vino. "U Gattu"da Preci -------------------------------------------------------------------------------- showman improvvisato, ha calcato le scene come musicista pluristrumentista e sex symbol della serata; I Place Pigalle con il loro Garage Rock hanno infervorato gli astanti con la loro coinvolgente musica e simpatia, Ruggero Corinti alla batteria e i suoi compagni alla chitarra e al basso hanno dato prova di un tecnicismo sorprendente e di un ottima capacita improvvisativa, quando si sono uniti alle performance jazzistiche di Luca Zazzaretti (piano) e Alescio Natalia (voce); dulcis in fundo l'arrivo di Marcello Bizarri che con la sua poledricita'musicale, ha saputo seguire le tracce rock e Blues nella piu'totale improvvisazione. Grande assente della serata Valentina Ricci che era impegnata in un concerto durato piu' del previsto. Citiamo anche l'intervento di Franco al basso ed il famoso opinionista Mariottini alla chitarra. Una notte di magia che chi c'era non dimentichera' «

mercoledì 6 ottobre 2010

Robert Neal "Il commiato" istallazione

Robert Neal "Il commiato" istallazione



Studio d'Arte Libertà (Spoleto, Via Brignone 2) presenta 'Il Commiato', un'installazione dell'artista Robert Neal. Prima apertura, domenica, 3 ottobre, 16.00-19.30. Poi aperto giovedi, venerdi, sabato, 11.30-13.00 e 17.00-19.00, fin al 23 ottobre.





Al centro di questa installazione (dipinto, fotografia, testo) si trova la strofa finale, il congedo o commiato, della Canzone (Donna me prega ...) di Guido Cavalcanti, un capolavoro del Duecento, molto ammirato nel Novecento dal poeta americano, Ezra Pound. Il 'rilascio' dal poeta di sua poesia, come descrive il congedo di Cavalcanti, ha suggito a Robert Neal il volo d'un uccello canoro. In contrasto con questa immagine di libertà c'è filo spinato, un simbolo di prigonia. Benchè questo riferimento non sia specifico, evoca la detenzione di Pound in 1945 dalle autorità americane in una 'gabbia' vicino a Pisa.


Riguardo all'artista: Dopo una carriera finanziaria nella Città di Londra, Robert Neal ha immatricolato a Chelsea School of Art, dove (nell'anno 2000) si è laureato in belle arte con la lode. Successivamente, al'University of Essex, ha realizzato un dottorato di ricerca (Ph.D) nella storia e teoria d'arte. Adesso, continua a fare ricerca e scrivere su estetica filosofica, oltre a creare e mostrare lavori artistichi. Vive nella campagna di Northamptonshire, Inghilterra, e resta frequentamente a Spoleto. [contatto: rjmneal@talk21.com]


Studio d'Arte Libertà
06049 Spoleto, Via Brignone 2



1 ottobre 2010









domenica 26 settembre 2010

Sandro Ferrone a Spoleto



Domenica 10/10/10 Grand Opening Boutique Sandro Ferrone a Spoleto in via Portafuga, 8. Dalle ore 11.00 alle ore19.00. Sfilata della collezione autunno-inverno 2010/11 alle ore 17.00 . Degustazione vini e prodotti locali.





sabato 25 settembre 2010

Painting Luca Ricci

Vincenzo Galluzzo ed il suo Malaluna.

Vincenzo Galluzzo ed il suo Malaluna.


Venerdì 24 settembre, alle ore 17,00 la Biblioteca Comunale di Palazzo Mauri ospiterà Vincenzo Galluzzo ed il suo Malaluna.

Galluzzo, autore di programmi televisivi come Unomattina, La vita in diretta, Cominciamo bene e Verdetto finale, ha scelto Spoleto per presentare al pubblico umbro il suo primo romanzo.






Con l’autore interverranno Stefano Alleva, regista, e Sergio Macedone, giornalista.

Organizza SMaKomunicazione


SpoletoFestival art al Chiostro di S.Nicolò

SpoletoFestival art al Chiostro di S.Nicolò


Oggi pomeriggio allo SpoletoFestival art al Chiostro di S.Nicolò ore 18 grandi presentazioni,eventi e spettacoli alla presenza di Cristina dal Basso,grande fratello,la modella brasiliana Sandra Serena Eros e l'editorialist Maurizio Cucchi.





Grande successo di pubblico per lo Spoleto Festival Art 2010.In grande sintonia presidente e direttore artistico rispettivamente Luca Filipponi e Alessandro Trotti hanno espresso grande soddisfazione per questa manifestazione:

"Restituire un'anima culturale a manifestazioni come questa è sicuramente un obiettivo ambizioso e difficile da perseguire, ma è
un tentativo che noi obbligatoriamente dobbiamo espletare.Infatti, non è possibile fare solo mercato
in settori come l'arte la cultura o la letteratura:il mercato dell'arte deve necessariamente essere seguito da
un seppur minimo primum movens culturale."
Oggi saranno presentati i due volumi editi dallo SpoletoFestivalArt Catalogo generale e il libro Grafiche:"
Questa piccola raccolta che potremmo definire un libellum di Grafiche del XX secolo è una piccola contribuzione
nell'ambito di questo progetto più ampio.
La grafica ha rappresentato e rappresenta un veicolo importante di comunicazione ed un mezzo a volte fondamentale per
raccontare l'arte e quindi gli artisti.
Nel secolo nel quale i futuristi già 100 anni orsono hanno iniziato ad interpretare l'arte ed hanno aperto la strada alla
comunicazione come veicolo forte di propaganda e consenso, queste opere e questi fenomeni vanno
sicuramente studiati ed interpretati.
Quindi valutare il XX secolo attraverso queste grafiche e questo libellum è soicuramente uno degli obiettivi da perseguire.
Nella giornata di oggi verrà presentato il poeta e letterato Angelo Sagnelli, mentre nella giornta di domani saranno assegnati
i premi speciali SpoletoFestivalart letteratura a Maurizio Cucchi,Sandrino Aquilani ed Angelo Sagnelli.
Oggi pomeriggio si effettuaranno due performance artistiche di moda e spettacolo alla presenza di
Cristina dal Basso grande fratello e della modella brasiliana Sandra Serena Eros:La prima di musica danza ed arte a cura di Paolo Di Nardo
della famiglia De Pazzi di Firenze e l'altra di moda ed arte a cura di valentina Valè.Inoltre sempre oggi pomeriggio verrà
assegnato a vari artisti partecipanti il premio Eureka curato da massimo Picchiami e presieduto dal critico Sciascia.





martedì 3 agosto 2010

domenica 22 novembre 2009

8 Marzo Maria Rita Cardarelli


bannerpoesia, inserito originariamente da Spoletoweb.






Ehi tu, mi porti al mare il primo giorno di primavera?
Non sei esattamente ciò che desideravo ma fa lo stesso.
Si soffoca in queste stanze e io ho bisogno di aria di
Trovare uno spazio di mare dentro me
Un soffio di vento in queste giornate lisce come
Carta oleosa sulle quali pattino come
un guerriero disarmato





Sono qui.
Ben piantata sulle mie gambe
a testa alta guardo il cielo
Orecchie tese e occhi aperti,
voglio prenderlo tutto questo mondo e chiuderlo dentro di me per sempre
Fischietto e penso a quanto amo questa vita
e a quanto
lei amerà me
perché io lo voglio con tutta la mia forza.





Giro e rigiro nel mio frullatore
Entro, esco, salgo, scendo, penso e
Ripenso mangiando le unghie
Strappando i capelli
Esausta mi accascio
E la notte dormo come un sasso
Dimentica di tutto




Guardo i fiori del mio giardino,
ogni fiore un ricordo,
ogni petalo un affetto,
mi aggiro tra i piccoli viali
della mia vita
ne sento i profumi
ne ricordo i suoni
ma non sono prigioniera
del mio passato
ho tante cose ancora dire. Ora.





Un sorriso per ogni giorno che passa
Un cappello nuovo,
una sciarpa di seta,
un’essenza di violetta
ed ecco che la forza della vita
mi solletica la punta delle dita
e anche questa rima non voluta
è da prendere con ironia





Non mi sei piaciuto affatto l’altra volta,
mi guardavi con un’aria strafottente
di chi vuol tenere in pugno
il silenzio che si conviene
a una realtà così perbene
tutti insieme tutti insieme
la domenica mattina
tra un caffè e una brioche
e tu, con quel vassoio in mano
pronto a poggiarlo sulla nostra
tavola con gesto familiare come
se fosse tutto normale
ma io ho il coraggio di guardarti
e tu abbassi lo sguardo perché
leggi nei miei occhi che per te
non c’è domani.







Quanta strada dietro di me,
ho osservato tutto e tutti
con l’occhio acuto di un’aquila
e ho letto la storia
negli occhi della gente



Sto al centro della mia vita
Come spiga che non si piega
Il vento mi dà suggerimenti:
il futuro è nelle mie mani.




Sola sul palco
Scopro l’ebbrezza dell’esibizione
Brivido.
Mostrarsi, piacersi, piacere.
Qualcosa da trasmettere.
Emozione.
Cercare una lacrima nel buio
E.. trovarla.
Commozione.
Inchinarmi all’applauso del pubblico.
Pausa: riflessione.



CIò che davamo per scontato
Oggi purtroppo non lo è
Duro è stato conquistare
Ma ancor più duro è mantenere:
non possiamo abbassare la guardia.




Cambio.
La vita, i tempi, i modi.
Cambio amore.
Cambio la prospettiva degli incontri,
la retta della mia parola.
Cambio la mia facci,
tra i mie denti
solo il tuo sorriso.




Adesso che è notte
Provo e riprovo a
Pensarti davvero.
Cos’altro dovrei dirti
Che ancora non ti ho detto.
Parole accartocciate
Lasciate in un cassetto.
Polvere, inchiostro, carta,
consunto sentimento.





Seducente curva
Occhio liquido traverso
Fotogramma di un amore
Diverso/perverso
Dentro/fuori
Dentro/fuori
Entro ed esco
Non mi fermo
Tra i miei seni
C’è il mio cuore
Sei il mio fiore
Nel deserto






Mi dicevano di stare zitta
E allora io pensavo.
Il pensiero non è quantificabile
E allora io pensavo all’infinito
In infinito tempo.
E ancora penso,
ancora senza limiti vago
su pensieri impervi,
pensieri scoscesi,
avventure meravigliose
tutte mie, solo mie.




La luce inonda la stanza-
Distesi.
Un uomo dorme,
immagino i suoi sogni.
Entro senza far rumore nell’abisso
Del suo sonno.
Prendo su di me il suo dolore
Lo sciolgo in un fiume di risate.





La pioggia scende a gocce
Piccole, compatte.
La mia acqua esce dagli occhi
E si mescola al mare.
Sale con sale
Acqua con acqua
Le gocce dei miei occhi
L’immensità del mare
E navighiamo di notte
E ci perdiamo nel buio
Arriveremo con l’acqua
Prima o poi.





La donna guarda perplessa il suo futuro
Alla finestra
Bagliori rossi le tende della casa.
Lenzuola sudate sparse ad asciugare.
Una amore notturno consumato da poco.
Un treno è partito, un altro arriverà.




Siediti qui, accanto a me.
Guardiamo il temporale che arriva.
Dammi la mano e respira tranquillo:
non c’è paura, non c’è dolore,
solo il nero del cielo
e il rosso del lampo.
Respira con me:
è giunto il nostro tempo.



La donna guardava il mare
E non c’era niente di poetico in questo.
Era un’osservazione meticolosa, puntuale,
di ogni minima variazione sullo stato delle cose.
Nonostante il suo cappello bianco
Non aveva nulla di poetico.
Distante,
per niente indulgente,
anche con il mare:
troppo azzurro.





Forse dovremmo sederci, parlare.
Parole che stentano a uscire.
Sembriamo piloti pronti a decollare.
Cinture di sicurezza: allacciare.
Di quello che penso
Non ti ho detto niente,
immagino solo per giorni e nottate,
ma poi quando provo a parlare,
non esce che un suono distratto, frusciante.
E’ un disco che gracchia.
Buttarlo, andare a dormire.

ESA BANG


ESA BANG, inserito originariamente da Spoletoweb.




micromuseo
via mercato 21 spoleto info@micromuseo.it tel 0743 224973 3296128911

ESA BANG AL MICROMUSEO IN “LA SPOSA OCCIDENTALE”PERFORMANCE LIVE

Sabato 8 luglio ore 20.00 con replica alle 23.00 Esa Bang si mette in gioco all’interno di micromuseo in V.del Mercato 21 a Spoleto.Quanti volessero interagire all’interno del micromuseo come spettatori attivi della performance dovranno prenotare la presenza vista la limitata disponibilita’di spazio(telefono curatore 329 6128911 Luca Ricci).L’ingresso e’ gratuito e l’artista
si raccomanda affinche’ non partecipino minorenni,cardiopatici e donne incinta.Enzo Correnti si occupera’ della “sposa occidentale” in qualita’ di costumista e Umbro Saliti della fotografia.
la scenografia rimarra’ quella della mostra in corso su cinema e rivoluzione.La musica sara’curata tecnicamente da DJ Sydney Rome;curatore Luca Ricci
Uniamo a questo comunicato stampa in allegato anche il testo critico di Savino Marseglia,critico e curatore di Palazzo Datini a Prato,ed il testo critico di Suomen.
recensione di Suomen.
"Al momento l'unica persona degna di portare il nome d'artista è Esa Bang " ( Martyn Zadeka)
"...la performance di Esa Bang "La Sposa Occidentale",in cui l'artista, nota per aver collaborato come modella e performer per vari artisti internazionali ( vedi biografia su www.artforartist.org) ,ha elaborato una singolare messa in scena iperrealistica della sposa,vista da Esa come icona autodistruttiva della donna,come identità negata,perchè soffusa e soffocata dietro al velo di presunte certezze e palesi incertezze" (Suomen

Esa Bang
Un vulcano in eruzione
C’è un’artista che ha “la libertà”, direbbe lei, come chiodo fisso. Questo perché ogni persona non dovrebbe forse aver diritto a realizzare i propri sogni, noi stessi che per primi siamo fatti di sogni per dirla con le parole di Shakespeare ? Perché per essere ciò che veramente siamo, dobbiamo continuare a subire ogni sorta di prigione religiosa, sociale e morale in un sistema che ci tarpa le ali e priva ciascuno di noi della propria identità ?
Per Esa Bang l’arte non può essere ridotta ad una semplice attività passiva: essa è un vero e proprio mezzo di sopravvivenza, la manifestazione di una precisa urgenza interiore, che si traduce in un atto di liberazione con cui talvolta è duro misurarsi.
La sua opera trova le sue ragioni più profonde nel tentativo di minare alle fondamenta tutte quelle istituzioni-tabù, quali ad esempio il matrimonio, la denuncia di quelle violenze non solo fisiche che troppe volte hanno a che fare con le intolleranze religiose, l’abolizione delle distinzioni tra i sessi fino ad arrivare al dolore del suo “non essere”.
Su ognuno di questi temi, questa straordinaria e versatile performer conduce da ormai cinque anni una propria e originale ricerca nutrita da un impegno profondo e da una sferzante tensione creativa. Il suo corpo messo in gioco diventa protagonista indiscusso delle sue struggenti performances.
Le sue membra pensanti interagiscono l’una con l’altra riappropriandosi di una dimensione carnale ed immaginifica negletta, storicamente posta ai margini dall’ipocrisia di una cultura dominante da sempre impegnata a nascondere il marcio della propria sporcizia morale e ideologica attraverso lo svilimento dell’immaginazione soggettiva e il rifiuto dell’autenticità e della libertà della vita.
La stessa vita, indomita e ribelle, di Esa Bang – per sbarcare il lunario lavora come modella vivente – è la vera fonte di ispirazione delle proprie performances live attraverso cui in modo realistico descrive situazioni di vita vissuta al di fuori delle regole, denuncia l’ipocrisia e la falsità delle convenzioni morali e l’abbandono da parte dell’essere umano dello stadio naturale della vita. Il risultato finale si concretizza in una straordinaria capacità comunicativa ed espressiva corroborata dall’uso di linguaggio originale e “ribelle” che sa andare diretto al cuore dei sensi e colpirlo.
Quello che più colpisce lo spettatore ne “La Sposa Occidentale” è il realismo portato alle estreme conseguenze dell’evento.
Una naturalezza imperturbabile anima la gestualità del corpo, che con la sua indolenza irrompe nello spazio, si dilata, trascina il pubblico su cui si riversa la ritualità stessa del matrimonio, per poi prendere il ritmo accelerato del respiro con cui viene plasmata la falsa identità della cerimonia, per finire con la lacerazione del vestito bianco, espressione di una ritualità violata. La fissità assente del volto e il corpo nudo e immobile sono infine i mezzi con cui si palesa ai nostri occhi il dramma.
La ricerca creativa di Esa Bang è una denuncia aperta e di grande efficacia sulle contraddizioni dei ruoli imposti da un sistema sociale e culturale logoro e desolato nella sua alienante monotonia. Vi è il tentativo di denunciare la falsità dell’identità femminile, di svelare gli aspetti politici, sociali e religiosi celati nella parola “matrimonio”.
Ciò che interessa all’artista è unire la dimensione soggettiva della libertà e dell’amore, senza separarli da se stessi: la libertà diventa condizione positiva della realtà, l’amore, possibilità vitale dell’essere di vivere tanti amori nel corso temporaneo della vita.
Attualmente Esa Bang lavora ad una serie provocatorie di immagini fotografiche del suo corpo, trasformato dalla sua capacità espressiva in diverse identità femminili, col fine di scavare nel suo profondo intimo. Una ricerca creativa intrigante che irrompe come un vulcano in eruzione, animato da un movimento continuo e incessante, che distrugge tutto ciò che ostacola e opprime la vita. Un vulcano, che nella sua forza distruttrice, lascia affiorare infiniti sentieri caldi e solchi profondi di libertà afferrandoci alla vita.

Testo critico di Savino Marseglia

Edgardo Abbozzo


Edgardo Abbozzo, inserito originariamente da Spoletoweb.
MICROMUSEO ALL'OSPEDALE:EDGARDO ABBOZZO



La mostra fotografica di Mario Caio Garrubba (che ha avuto un notevole apprezzamanto di "critiche" e di pubblico),cede il passo alla nuova esibizione :Una opera unica di Edgardo Abbozzo, artista recentemente scomparso(2004) che e' anche stato Direttore dell'Accademia di Belle Arti a Perugia .L'amicizia fraterna tra l'artista e il fondatore di micromuseo Luca Ricci ha indotto quest'ultimo a rendergli omaggio con l'opera che trent'anni fa l'artista dono' alla sua famiglia (era un trittico) e che poi Ricci nel 2003 restitui' (un solo esemplare)al maestro su sua richiesta ,poiche' non era piu' egli stesso in possesso di opere di quel periodo e realizzate con quella specifica tecnica.L'opera(senza titolo originale) che sara' esposta domani alle 11.00 c/o il reparto di medicina intensiva del Dott.Nazareno Miele fu ribattezzata durante una "spiritosa"serata tra il Maestro e Luca Ricci con il titolo emblematico TG 31.... ----------------------







inseriamo una nota biografica dell'artistEdgardo Abbozzo è nato a Perugia il 25 febbraio 1937. Fra i maggiori artisti europei ad occuparsi del rapporto arte-alchimia, ha partecipato nel 1986 all’omonima Biennale Internazionale d’Arte di Venezia (XLII) nella sezione curata da Arturo Schwarz e ha esposto in personali e collettive nei maggiori centri d’Europa, d’America e del Giappone. Formatosi nel contatto e nell’amicizia con esponenti del mondo artistico romano, quali Roberto Melli e Corrado Cagli, e di quello perugino quali il futurista Gerardo Dottori e Dante Filippucci, negli anni ’50 Abbozzo ebbe amore per la lezione di Paul Klee, di Picasso, di Capogrossi, di Jackson Pollock e per il clima informale. Tutto ciò influenza la sua prima formazione, accanto alla curiosità per le tecniche artigianali e per la ceramica mai abbandonata. Nel ’62 assume a soli venticinque anni la direzione dell’Istituto d’Arte di Deruta, dirigerà poi l’Istituto d’Arte e il corso superiore di Disegno Industriale di Firenze, quindi l’Accademia di Belle Arti di Carrara, infine quella di Perugia. Dal 1976 al 1985 è anche Consigliere Nazionale al Ministero della Pubblica Istruzione. Sempre negli anni '60 Abbozzo entra in contatto con Martin Krampen e con esponenti della scuola di Ulm. Nello stesso periodo partecipa alla Triennale di Milano, espone a Buenos Aires e a Berlino ed entra in relazione con Lucio Fontana, Osvaldo Calò, Edgardo Mannucci con critici come Carlo Giulio Argan, Italo Tomassoni, Nello Ponente, Giuseppe Gatt, Giancarlo Politi, presenze che suscitano la puntuale riflessione sulla propria posizione e sulle tensioni in atto. L’opera indaga in quegli anni la tematica delle forze elementari e totemiche e del segno. Nel '70 compaiono precise citazioni del patrimonio iconografico dell’alchimia e un fruttuoso dialogo con le tecniche industriali. Della metà di quegli anni sono i primi marmi e la collaborazione in campo didattico, fra gli altri, con Munari, Umbro Apollonio, Coppola e Fabro affiancati da Antonio Calderara e Getullio Alviani. Nel frattempo si fanno dominanti le ricerche sui temi della luce e dell’ombra, della temporalità, dell’allegoria, della prospettiva, della scrittura e del disegno di luce. Dalla fine degli anni '80, dopo i lavori sulle pietre monocrome, sono gli acquerelli a luce Wood, le Macchine e le Bilance, le sculture con i laser. Intanto si intensifica l’amicizia con Vittorio Fagone e si approfondisce l’indagine sul rapporto Arte e Scienza che gli permetterà il ritorno negli anni '90 ai temi della figura della prospettiva, della geometria. Ma come scrive Giovanni Venturini nella sua "Scheda Biografica" stampata negli ultimi cataloghi di Abbozzo, è alla fine degli anni '80 «l'incontro con due figure di intellettuali quali Amedeo Anelli e Franco Federici, a favorire in Edgardo Abbozzo un ulteriore approfondimento e verifica della sua poetica; da una parte Federici, psichiatra, teorico e professore presso l'Accademia di Perugia della Teoria della Percezione, gli permette di sviluppare un'attitudine ad un'arte fortemente legata alla profondità dell'essere, ad una qualità della percezione e dell'intuizione ove ogni impressione tende a farsi segno; dall'altra parte Amedeo Anelli, che facilita in Abbozzo l'approfondimento delle relazioni che intercorrono tra arte e poesia, filosofia e scienza, temi questi che hanno sempre intrigato Abbozzo, e che ora sembrano elevarsi ad un maggior grado di consapevolezza. Amedeo Anelli, poi, gli presenta alcuni poeti molto apprezzati, quali Daniela Marcheschi e Guido Oldani che anch'essi incontreranno Abbozzo in svariate occasioni, mostrandogli anch'essi stima e affetto». Negli anni '90 parallelamente elabora una intensa attività riflessivache sfocia in una mirata produzione letteraria di Aforismi (pubblicati in «Kamen’» n. 0, n. 19, n. 27, «Concertino» in cataloghi e altre riviste). Frequente l’attività espositiva e didattica che lo hanno portato in Francia, Spagna, Germania, Stati Uniti, Cina. Numerose le pubblicazioni di cataloghi, libri d’arte e d’artista. Edgardo Abbozzo muore improvvisamente il 20 luglio 2004, a Perugia, in seguito ad aneurisma.

Clarke Garrison Daniel McVicar al micromuseo

Secondo evento contemporaneo curato negli spazi del micro,sara’ una istallazione provocazione,realizzata da Luca Ricci,dal titolo “funerali per MR.PIG”. Una autentica veglia funebre dedicata a Mr PIG,un vero maiale in una vera bara con un autentica scenografia funebre.L’istallazione si muovera’in modo estemporaneo e segreto nella citta’ogni qualvolta dei volontari vorranno realizzare la deambulazione funebre.I misteri del giorno saranno veicolati da locandine funebri che pubblicheranno gli eventi collegati alla morte del Sig.Pig che nato 2 anni fa pose al mondo l’estremo saluto .L’istallazione non si schiera a favore o contro il consumo di cadaveri animali,ma vuol provocare anche in coloro che si proclamano vegetariani un punto di riflessione,sul senso del rispetto per la vita,che nel campo dei valori assoluti,non si capisce perche’ ponga il vegetale in una scala gerarchico-morale inferiore a quella animale.